Una risposta, tante risposte, o nessuna risposta a tanti perché?
Quando si intraprende un lavoro come quello di Dario, che inizia un’altra avventura dopo una buona fetta di vita spesa nel sociale e solo part time nell’azienda paterna, ci vuole una bella dose di coraggio e di “follia”.
Ci vuole soprattutto una grande passione per la terra, la madre terra che sa essere generosa con chi la ama e su di essa stilla gocce di sudore e solleva nuvole di polvere nelle torride estati o ne ascolta trepidante i sentori di vita sotto la coltre di neve e la morsa di ghiaccio nei gelidi inverni di Langa.
Il vento, autentica voce di questi lembi di collina, parla di echi del passato, quando i nostri avi pativano vite grame e strappavano con fatica i preziosi frutti di tanto lavoro. Gesti antichi ritornano e si ripetono nei filari rinnovati, accuditi ed accarezzati con le mani e con lo sguardo trepidante, fino a che il prezioso raccolto non sia al sicuro nelle botti, vegliato e seguito fino a trasformarlo in nettare di qualità.
Lo stesso vento di Langa porta voci nuove, di giovani vite proiettate nel futuro, virgulti cresciuti sotto lo sguardo del grande nonno Beppe, curvato dagli anni e dalla fatica, ma ancora entusiasta, divorato dalla passione per le viti e soprattutto dalla forza degli affetti familiari, costruiti con tenacia e saggezza con nonna Gina.
Le prove della vita non hanno risparmiato potature dolorose, ma la solidità pari alla roccia e la forza tipica della quercia resistono alle sferzate anche violente. D’altronde ognuno è chiamato, fin da quando si affaccia alla vita, ad affrontare situazioni sempre nuove e talvolta non semplici da affrontare, soprattutto quando si aprono ventagli di possibilità o si è costretti a scegliere tra direzioni opposte: avere o essere, lottare o arrendersi, coerenza od opportunismo…
Quel che è certo, nel cuore di Dario e dei suoi famigliari, il gusto per l’autenticità della vita non smette di rincorrere la dimensione del sogno da realizzare. Nella ricerca di coniugare lavoro ed essenza di vita è stato quasi automatico entrare a far parte di un “sogno”, l’ Associazione Culturale S. Fiorenzo O.N.L.U.S. che si propone di valorizzare la preziosa risorsa rappresentata dalla cappella gotica presente in Bastia, gioiello di arte, storia, devozione popolare.
Le pareti traboccano di insegnamenti affrescati con stile semplice, ma altamente espressivo, una Bibbia dei poveri ricca di contrapposizioni tra buoni e cattivi, santi e dannati, vittime e carnefici.
Nel tempo la tenacia dei volontari guidati dal presidente Aldo Clerico, autentica anima dell’Associazione, ha attirato da molte parti del mondo appassionati dell’arte, curiosi, studenti che si sono incantati ad ammirare i dipinti quattrocenteschi che hanno resistito all’incuria, all’indifferenza nonché alle avversità climatiche ed atmosferiche nei secoli.
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